Un giorno a Bagno Vignoni

 

 


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Giungo a Vignoni Alto al calare del giorno mentre i raggi del sole al tramonto rendono il paesaggio dorato e le ombre dei cipressi si fanno lunghe sui colli morbidi della Val d’Orcia. Seguendo il cammino dei pellegrini lungo la Via Francigena, oggi mi sono lasciato alle spalle i dolci pendii della valle simbolo della nostra regione, Patrimonio UNESCO, da tutti amata e desiderata.

Non poteva esserci migliore stazione di sosta per un viandante lungo la via. Bagno Vignoni, piccolo borgo medievale incastonato come una gemma nel verde del parco naturale della Val d’Orcia alle pendici del monte Amiata, è conosciuta sin dal tempo degli antichi Etruschi e Romani per le proprietà benefiche delle acque sulfuree che sgorgano dal suo sottosuolo.

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Nella sua storia ultra-millenaria, il borgo ha accolto nelle sue terme cardinali e imperatori, filosofi e pellegrini di ogni rango ed estrazione sociale per trarre giovamento al corpo e alla mente. Il Cardinale Fabio Chigi si fermò a Bagno Vignoni quando si recò a Roma per diventare Papa Alessandro VII, come citato in Alla ricerca di un feudo… sognando di diventare Papa di Toscana Ovunque Bella. E com’era solito fare Lorenzo il Magnifico, uno dei più grandi strateghi fiorentini del Rinascimento, anch’io mi sono concesso qualche ora di benessere con un percorso nelle vasche di acqua calda delle terme dalle proprietà osteopatiche e dermatologiche.

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Come in un morbido abbraccio, mi sono lasciato cullare dalle acque a 37° e dal silenzio che mi circondava. Ho alleviato i fastidi di collo e spalle sotto il getto potente e rinvigorente di una cascata, eliminato ogni fonte di stress e tensione muscolare nella vasca idromassaggio insieme ai compagni di cammino. Bagno Vignoni è straordinario e unico nel suo genere.

Non esiste altro luogo al mondo con un’enorme vasca di acqua termale al centro della piazza principale, talmente grande da ricoprirla quasi completamente. L’acqua che sgorga naturalmente dal sottosuolo era molto apprezzata nel passato e i forestieri potevano bagnarsi liberamente. Oggi la balneazione nella Piazza delle Sorgenti è vietata, e per poter fare un bagno è possibile usufruire di uno degli stabilimenti balneari del luogo, tuttavia l’acqua fumante è stata incanalata in piccoli ruscelli che attraversano tutto il borgo, dove è possibile immergere mani e godersi, per poi giungere al limitare della rupe su cui poggia Bagno Vignoni dove origina piccole cascate che danno una tipica colorazione biancastra al colle.

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Tutto intorno alla vasca si dispongono case in pietra con i balconi in fiore, una locanda, negozietti artigiani, la chiesetta di San Giovanni Battista e un loggiato dedicato a, e la residenza estiva rinascimentale di Papa Pio II, al secolo Enea Silvio Piccolomini, che ancora oggi domina la piazza.

Sotto il loggiato, la toccante storia della giovane Caterina mi ha rapito totalmente catapultandomi indietro nel 1300 quando giunse a Vignoni per volontà della madre nella vana speranza, che l’abbraccio sensuale delle acque calde potesse sopprimere la volontà della figlia di dedicare la sua vita a Dio. Tuttavia, Caterina interpretò l’opportunità dei bagni termali come occasione di penitenza, immergendosi là dove le acque erano più calde e bollenti provocandosi dolori e sofferenze fisiche.

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Per cena ci siamo concessi un vizio ulteriore, recandoci nel ristorante La Vecchia Posta, dove la raffinatezza si sposa al concetto di slow travel, offrendo un’occasione per il palato per gustare piatti autentici della tradizione con una accurata selezione delle materie prime, che invitano ad un’esperienza culinaria che avvolge e tenta il palato. L’indomani, sfidando freddo e pioggia, curioso ed elettrizzato, mi sono alzato quando fuori era ancora buio per poter ammirare l’alba sulla piazza e la vasca che lentamente affiora dall’oscurità della notte. I vapori che salgono dalle acque calde a contatto con l’aria fredda invernale, il silenzio surreale e il riflesso delle lanterne accese creano un’atmosfera magica, quasi onirica. Se la felicità è fatta di attimi, ne avevo appena vissuto uno e il mio viso si è disteso in un sorriso.

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